CHI SIAMO
Associazione Culturale
Poggio del Lago
L’Associazione Culturale Poggio del Lago è nata nel 2007 con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio storico-artistico, quello di Vasanello, in provincia di Viterbo, dalle straordinarie quanto totalmente inespresse potenzialità. E questo, noi persone sensibili verso tutto ciò che l’umana intellighenzia ha saputo realizzare nei secoli non potevamo continuare ad ignorarlo. Anche perché un diverso atteggiamento avrebbe sottinteso una forma di complicità/accettazione.
Cosa Facciamo
Tutela e salvaguardia del territorio
Numerose le iniziative di ambito culturale che, in appena un lustro, con il Comune ma anche autonomamente sono state realizzate sempre con in mente la valorizzazione del nostro amato paese.
Siamo nati nel 2007, eravamo in pochi e decidemmo di fondare un’associazione culturale finalizzata alla tutela e salvaguardia del territorio di Vasanello. La chiamammo Poggio del Lago, ispirandoci al toponimo della località, qui a Vasanello, dove si estendeva un lago poi prosciugatosi sul finire del XV secolo. Il nome di questo lago era Vadimóne, ma questa è un’altra storia e se vi interessa potete approfondirla negli spazi dedicati del sito.
Tornando ai fondatori, non pensavamo di cambiare il mondo e nemmeno di essere migliori di altri; siamo perfettamente consci che le persone non sono tutte uguali e che magari quello che è importante per noi può lasciare del tutto indifferente qualcun altro.
Insomma, ci inventammo Poggio del Lago molto semplicemente per offrire a quelli come noi un modo di aggregarsi nel tentativo di arginare, perlomeno nel posto dove viviamo, il sostanziale disinteresse verso certe tematiche. D’altro canto, parliamo ovviamente per Vasanello, ma sappiamo di rispecchiare un quadro drammaticamente molto più ampio, con una realtà culturale letteralmente allo sbando c’era poco da stare allegri. Con una buona dose d’incoscienza e molta passione ci rimboccammo tuttavia le maniche e via, cominciammo.
Da allora abbiamo ripulito l’eremo bizantino cosiddetto Cella di Santa Rosa, nel 2007, un luogo incantevole assurto a leggenda visto che nemmeno chi l’aveva visitato vent’anni prima riusciva più a trovarlo, soffocato com’era dalla vegetazione.
Nell’identica situazione versava la rara Fornace Aretina (I sec. a.C. > I sec. d.C.) ritrovata nel 1973 in località Cesurli-Poggio della Mentuccia: abbiamo ripulito anche questo sito nel 2007 mettendo peraltro in piedi un progetto che sarebbe culminato nel 2009 in una grande mostra, Formae, dedicata ai duemila anni della ceramica bassanellese.
Fu poi la volta della Grotta delle Monache, sempre nel 2007, importante esempio di colombaio medievale in località Palazzolo quasi completamente piena di terra; l’abbiamo ripulita gettando anche in questo caso le basi per un progetto culminato, nel 2009 (contestualmente a Formae), in due eventi di carattere nazionale: il Convegno di studi sulle cavità ipogee e il Premio di fotografia archeologica “Palazzolo”. Inoltre, al fine di sensibilizzare i ragazzi alla tutela del Patrimonio e dell’Ambiente, coinvolgemmo le scuole organizzando non poche visite guidate nei luoghi da noi ripuliti.
Su proposta dell’Amministrazione Comunale, nel 2008 organizzammo la Penisola del Tesoro, prestigiosa iniziativa del Touring Club Italiano che si propone la valorizzazione del Patrimonio artistico, ambientale e culturale delle realtà meno note del Belpaese. L’ottima riuscita di questo evento si rivelò una sorta di termometro che ci convinse, noi e l’Amministrazione Comunale allora presieduta dal sindaco Primo Paolocci, delle grandi potenzialità di Poggio del Lago nell’organizzazione di eventi finalizzati alla valorizzazione di Vasanello e del suo territorio.
Sempre nel 2008 fondammo la rivista culturale Cronos, il cui scopo non era soltanto la divulgazione e conoscenza del territorio di Vasanello, ma anche degli altri paesi del comprensorio: Gallese, Bassano in Teverina, Soriano nel Cimino, Vignanello, Vallerano e Canepina. Alla sua realizzazione, del tutto gratuitamente, collaborarono studiosi tra i più qualificati.
E allora, ancora nel 2008, ecco la prima edizione di MestierAria, rassegna di alto artigianato inizialmente aperta ad ogni forma di manifattura, salvo, dal 2010, considerando l’antica tradizione ceramista di Vasanello, focalizzarla esclusivamente su tale disciplina con l’intento di provare a dare nuovo impulso ad un settore in piena decadenza.
La rassegna non si limitò tuttavia a questo, contestualmente furono organizzati tutta una serie di eventi culturali collaterali di assoluto spessore: come abbiamo visto la mostra sulla millenaria tradizione di Vasanello nell’ambito della ceramica, Formae (2009 – sostenuta dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e dal Mibac); il Convegno nazionale sulle Cavità Ipogee (2009 – organizzato con L’università degli Studi della Tuscia); il Premio di fotografia archeologica “Palazzolo” (2009 – sostenuto dalla Soprintendenza e dal Mibac); il convegno Piermatteo d’Amelia a Vasanello (2010 – realizzato con il supporto della Soprintendenza ai Beni Artistici del Lazio e al quale, oltre alla stessa soprintendente Anna Imponente, intervennero alcuni dei più importanti critici d’arte italiani, tra cui Vittorio Sgarbi); il concorso letterario nazionale Premio Amerino (dal 2010 e ancora in essere); il Simposio sull’archeologia del territorio L’eco del tempo (2011 – organizzato insieme all’Università della Tuscia e con la partecipazione della fotografa olandese Marion Van Dam); La mostra fotografica Thomas Ashby a Vasanello (2011 – organizzata con la British School at Rome); la mostra fotografica Immagini dal Plateau Bamileké (2012 – realizzata con il supporto dell’Ambasciata del Camerun, dedicata al gemellaggio tra Vasanello e la città camerunense di Dschang).
Tutto questo in appena cinque anni e con un sempre crescente successo di critica e pubblico. Eppure, il 2012 ha segnato il de profundis di ogni nostra iniziativa, salvo l’organizzazione annuale del Premio Amerino. Il perché è da ricercarsi tra gli arcani meccanismi che caratterizzano l’agire degli uomini, che in talune regioni della Terra causano sovente guerre ed in altre, più “civilizzate”, per motivi tuttavia non dissimili il fallimento delle imprese più meritorie e disinteressate. Non aggiungiamo altro, solo il grande rammarico per l’occasione persa.
Ma siamo sempre qui, continuiamo a non arrenderci e di tanto in tanto ripuliamo qualche sito dalle erbacce o dalla monnezza di quei poveri dementi che ancora non hanno capito che se la portano in discarica gliela buttano gratis.
Se non siete ancora stramazzati evidentemente la nostra filosofia vi interessa e allora, se siete disposti a “faticare” gratis – per tentare di tramandare ai posteri un patrimonio che, se non si corre ai ripari, rischia seriamente di scomparire -, vi aspettiamo a braccia aperte: info@poggiodellago.com
25+
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