La rassegna è stata organizzata dal 2008 al 2012. Inizialmente aperta ad ogni forma di manifattura di Alto Artigianato, salvo, dal 2010, considerando l’antica tradizione ceramista di Vasanello, focalizzarla esclusivamente su tale disciplina con l’intento di provare a dare nuovo impulso ad un settore in piena decadenza.
La rassegna non si limitò tuttavia a questo, contestualmente furono organizzati tutta una serie di eventi culturali collaterali di assoluto spessore: una grande mostra sulla millenaria tradizione di Vasanello nell’ambito della ceramica, Formae (2009 - sostenuta dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e dal Mibac);
Convegno nazionale sulle Cavità Ipogee (2009 - organizzato con L’università degli Studi della Tuscia)
Premio di fotografia archeologica “Palazzolo” (2009 - sostenuto dalla Soprintendenza e dal Mibac);
Convegno Piermatteo d’Amelia a Vasanello (2010 - realizzato con il supporto della Soprintendenza ai Beni Artistici del Lazio e al quale, oltre alla stessa soprintendente Anna Imponente, intervennero alcuni dei più importanti critici d’arte italiani, tra cui Vittorio Sgarbi);
Premio Amerino (2010 - concorso letterario nazionale);
Simposio L’eco del tempo (2011 – focalizzato sull’archeologia del territorio e organizzato insieme all’Università della Tuscia e con la partecipazione della fotografa olandese Marion Van Dam); Thomas Ashby a Vasanello (2011 – mostra fotografica organizzata con la British School at Rome);
Immagini dal Plateau Bamileké (2012 – mostra fotografica realizzata con il supporto dell’Ambasciata del Camerun, dedicata al gemellaggio tra Vasanello e la città camerunense di Dschang).
Tutto questo in appena cinque anni e con un sempre crescente successo di critica e pubblico. Eppure, il 2012 ha segnato il de profundis di ogni nostra iniziativa, salvo l’organizzazione annuale del Premio Amerino. Il perché è da ricercarsi tra gli arcani meccanismi che caratterizzano l’agire degli uomini, che in talune regioni della Terra causano sovente guerre ed in altre, più “civilizzate”, per motivi tuttavia non dissimili il fallimento delle imprese più meritorie e disinteressate. Non aggiungiamo altro, solo il grande rammarico per l’occasione persa.