Premio Amerino 2022 • Premiazione


Vincitori Premio Amerino 11a Edizione

Domenica 30 ottobre presso l’Università  Agraria di Vasanello si è tenuta la premiazione della

11esima edizione del Premio Amerino, concorso nazionale di letteratura dedicato al racconto breve.

È stata contestualmente presentata l’Antologia “Quaderni Amerini n° 11″.

1° classificato “TARGA RICCI”

L’INFERNO È L’ASSENZA DEGLI ALTRI – Mario Trapletti, Roma
Motivazione della Giuria
Per la rara capacità  di “dirla tutta” su tematiche quali la depressione, la solitudine e il suicidio. Di norma il desiderio di spegnere l’interruttore è associato a malattie degenerative o a devastanti traumi fisico-deambulanti, ma in questo spiazzante racconto il cortocircuito interessa la psiche ed ha un nome ben preciso: male oscuro, la paura di vivere quando non si ritiene di averne la forza. La gran parte di noi è ben fornita di questa forza, nota come istinto di sopravvivenza, quindi tale timore non può appartenerci, ma attraverso la lucida prefazione al proprio suicidio del protagonista possiamo forse capire – e magari aiutare meglio se ci capiterà  – chi purtroppo non ne è dotato.

2° classificato

C’ERA LA LUNA? – Saverio Maccagnani, Reggio Emilia
Motivazione della Giuria
Per la non facile impresa di trasformare in favola l’infinito dramma della stirpe giudaica. È infatti per sfuggire alle continue vessazioni – ma anche all’ottusità  dei suoi stessi correligionari – che, sul finire del Secolo dei Lumi, nonostante moglie e figli il sarto Zaccheo prende la decisione di andarsene il più lontano possibile dal ghetto in cui vive. L’occasione gliela fornisce un anziano burattinaio girovago in cerca di un aiutante. Zaccheo diventa così bravo come puparo che, alla morte del suo mentore, non solo ne prende il posto professionalmente ma addirittura spacciandosi per lui. E la cosa sembra funzionare. Se si hanno però i capelli rossi e il naso adunco il déjà vu è dietro l’angolo…

3° classificato

L’ULTIMA LETTERA – Enzo Grossi, Anzio (RM)
Motivazione della Giuria
Per la magistrale narrazione di un epico, suggestivo spaccato di Grande Storia descritto attraverso la melanconica introspezione di un centurione. Alesia, Gallia centrale, anno 702 dalla fondazione di Roma. Gaio Giulio Cesare ha da poche ore chiuso il cerchio di uno dei suoi più incredibili capolavori di strategia militare: Vercingetorige, re degli Arverni, è vinto. Per il futuro dell’Urbe e quindi del mondo allora conosciuto quel geniale assedio si rivelerà  cruciale. Nella sua tenda lo stremato Emiliano Maximo, Primus Pilus Prior della X Legio, impugna lo stilo ed inizia a scrivere una lettera al vecchio padre. La brutalità  del soldato si squaglia davanti agli insondabili rovelli delle umane cose.

4° posto ex aequo:

  • AMERIGO CHE PARLA ALLA LUNA – Ennio Costantini, Spoleto (PG)
  • IL DIPINTO DI MONTMARTRE – Mariangela Gigli, Terlizzi (BA)
  • P. A. 04-BIS – Elisa Moretti, Orte (VT)
  • LA GENTE VUOLE IL CIELO – Luca Degasperi, Trento
  • LA GRAZIA – Silvano Bertaina, Govone 
  • VASILEOS – Antonio Messina, Fano (PU)
  • VOCI A METÀ – Davide Benedetto, Roma

Comments are closed.