Vincitori Premio Amerino 12a Edizione
Domenica 29 ottobre presso l’Università Agraria di Vasanello si è tenuta la premiazione della 12esima edizione del Premio Amerino, concorso nazionale di letteratura dedicato al racconto breve. È stata contestualmente presentata l’Antologia “Quaderni Amerini n° 12”.
1° classificato TARGA RICCI
LA COMARE – Saverio Maccagnani, Reggio Emilia
Motivazione della Giuria
Per un racconto che racchiude il romanzo dell’Italia del dopoguerra con tutte le sue sfaccettature, perlopiù miserevoli ma anche comiche: un inno alla potenza evocativa del neorealismo. La Comare è una levatrice, una mammana dal fosco passato secondo il parroco del paese. Così, quando nel dubbio che un parto complicato possa finire in tragedia, la donna osa battezzare il neonato per evitargli il limbo dei senza sacramenti, apriti cielo. Non solo, a sollevare la smodata collera del prete è che l’empia abbia persino suggerito il nome: Tommaso Apostolo. E allora, per battezzare sul serio l’infante, oltre alle scuse dei presenti all’abominio il presule pretende: solo Tommaso e via quell’Apostolo!
2° classificato
IL GIURAMENTO DI IPPOCRATE – Mauro Montanari, Cesena
Motivazione della Giuria
Per l’originalità espositiva nel rievocare uno dei più devastanti episodi dei cosiddetti anni di piombo: la strage di Bologna. Quando si parla di questo genere di sciagure viene spontaneo focalizzare le vittime vere e proprie, che nella fattispecie furono ben 85, con il ferimento o la mutilazione di altre 200. In questo caso, tuttavia, il racconto è incentrato su una vittima collaterale, un ragazzo allora ventenne che perse nell’attentato la sua amata e che da quel momento, più di quarant’anni dopo, non si è più ripreso. Ippocrate è un clochard benvoluto da tutti che vive nella stazione ferroviaria di Rimini, nessuno ne conosce il vero nome e neppure la storia. Tantomeno il terribile segreto.
3° classificato
SENATUS CONSULTUM ULTIMUM – Enzo Grossi, Anzio (RM)
Motivazione della Giuria
Per la sapiente rievocazione di un episodio poco conosciuto della storia di Roma. Ultima decisione del Senato: nel diritto romano repubblicano, con questo decreto il senato affidava ai consoli pieni poteri militari. Una legge marziale ante litteram impiegata poche volte ed esclusivamente contro tentativi di eversione. L’episodio qui richiamato si riferisce alla Congiura di Catilina, non andata in porto soprattutto perché nel 63 a.C. sullo scranno più alto del Senato sedeva un certo Marco Tullio Cicerone. Geniale l’artificio di rievocare la Prima Catilinaria del grande oratore attraverso il ricordo di Tirone, nato schiavo ma affrancato da Cicerone che ne divenne amico e lo volle come segretario.
4° posto ex aequo
- IL SASSO DEL PASTORE – Daniela Borgato, Ponte San Nicolò PD
- LA MONTAGNA DI ROCCO – Rosa Sturniolo, Messina
- LIBERTÀ – Marco Demontis, Sarroch CA
- NATO NEL 1913 – Daniela Di Benedetto, Palermo
- PIAZZA LIBERA – Margherita Bazzocchi, Cesena
- SEI LETTERE A CETTINA – Antonio Messina, Fano PU
- TUTTO DALLA A ALLA Z, SALTANDONE UNA – Renzo Maltoni, Ravenna















